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Non diamo mai nulla per scontato. La caduta di Simone insegna.
Ed eccoci alla 9° tappa del nostro cammino
di Redazione di Popolis Postato in Cammino di San Francesco il 19 settembre 2018 0 Commenti 2 minuti di lettura
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Eremo di San Pietro in Vigna – Valfabbrica

Anche oggi abbiamo percorso oltre 19 chilometri e per la prima volta dal giorno della partenza, sebbene i chilometri che comincio a sommare sulle spalle e non solo, mi sento magnificamente bene.

Rimane comunque un lieve dolore al palmo di entrambe le mani, ma che avverto si sta lentamente alleggerendo rispetto ai giorni precedenti. Questo anche grazie a quella chiacchierata assieme a Granellini, ex Campione Europeo di Boxe, che con consigli che lui da sempre mette in pratica nella sua attività sportiva, mi sta permettendo, adottandoli in questi giorni, a migliorare la mia condizione.

Durante i lunghi chilometri di cammino assieme ad Andrea e Simone è nata secondo me una bellissima riflessione in cui ci siam detti, i nostri piedi sono le tue mani, perciò devi curarle come noi curiamo i nostri piedi. Così è nata l’idea di coinvolgere chi delle proprie mani, ne fa una professione.

Il silenzio di oggi mi ha portato a riflettere molto anche sulla caduta di ieri pomeriggio di Simone. E’ bastata una semplice distrazione per compromettere per poco il suo cammino. Anche da questa caduta ne ho tratto insegnamento. Già riesco a rimanere molto concentrato su tutto ciò che faccio, dove poggiare le stampelle, come appoggiare il piede, ecc… ma la caduta di Simone mi ha messo ulteriormente all’erta e non dare mai nulla per scontato.

Capita spesso in questi giorni che mi dicano, tanto tu Andrea hai già fatto altre avventure estreme e difficili, dunque arrivi tranquillamente a Roma, io rispondo “so che ci arriverò, ma finchè non ho San Pietro davanti agli occhi, non darò mai per scontato di esserci”. Questo mi permette di tenere sempre alta la concentrazione.

Il cammino di San Francesco Una gamba e due stampelle in cammino


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